L’inflazione scende all’1,6 per cento in agosto

L’inflazione scende all’1,6 per cento

Un dato complessivo che segna un +1,6 per cento in agosto (dati provvisori), con una variazione del +0,1 per cento su base mensile, che significa un calo, seppure modesto rispetto al +1,7 registrato a luglio. Inflazione quindi in diminuzione, con una decelerazione del tasso dei prezzi dei beni di consumo dovuta principalmente alla dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +17,1% a +12,9%) e non regolamentati (da -5,2% a -5,9%) e, in misura minore, a quella dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (da +0,5% a +0,2%). In accelerazione, invece, i prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +5,1% a +5,6%) e lavorati (da +2,8% a +3,0%), quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+3,3% a +3,5%).

Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera leggermente (da +2,0% a +2,1%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,2% a +2,3%).
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si attenua moderatamente (da +0,8% a +0,6%), mentre quella dei servizi si amplia (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, aumenta portandosi a +2,1 punti percentuali (da +1,8 del mese precedente).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una dinamica in accelerazione (da +3,2% a +3,5%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,3% a +2,4%).

La variazione congiunturale positiva dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,1%), degli Alimentari lavorati (+0,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3%); scendono invece su base mensile i prezzi degli Energetici non regolamentati (-1,7%).

In conclusione, secondo i dati elaborati dall’Istat l’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +2,1% per la componente di fondo.