
Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/197 la Commissione Europea ha aggiornato l’allegato VI del Regolamento CLP (1272/2008), introducendo modifiche rilevanti in materia di classificazione ed etichettatura armonizzata di sostanze chimiche pericolose. Tra le sostanze interessate figurano due composti comunemente impiegati nei saloni di estetica e nail: il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide, un fotoiniziatore essenziale per la polimerizzazione degli smalti in gel sotto luce UV, e la Dimethyltolylamine (N,N-dimetil-4-metilanilina), un condizionante che migliora l’adesione dei prodotti come primer, smalti e gel. Entrambe le sostanze sono adesso classificate come tossiche e non possono più essere utilizzate, per esempio, per la ricostruzione delle unghie.
È questa una piccola ma significativa rivoluzione per le imprese del settore del benessere che in Sardegna conta circa 4.046 attività, che garantiscono servizi di acconciatura, manicure, pedicure e trattamenti estetici. Di queste l’83,8 per cento, ovvero 3.392, sono artigiane, con circa 8mila addetti. È infatti Confartigianato Sardegna a ricorda agli estetisti che non sarà più possibile utilizzare i prodotti indicati nemmeno se già in possesso, poiché il Regolamento europeo si applica anche agli “utilizzatori finali”. L’organizzazione di categoria fa quindi notare che adesso occorre smaltire correttamente eventuali rimanenze di magazzino, valutare la possibilità di accordi con i fornitori per la restituzione o lo smaltimento dei prodotti non conformi, conservare le fatture di acquisto e la contabilità di magazzino, per facilitare eventuali rettifiche amministrative o fiscali. Rimane un passaggio da chiarire. Non è specificato dalla normativa se i prodotti non conformi vadano restituiti ai fornitori o smaltiti in autonomia: questo aspetto sarà oggetto di accordi tra le parti e che eventuali comunicazioni contrarie da parte di distributori o rivenditori non sono allineate con la normativa vigente, che è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e non necessita di ulteriori recepimenti nazionali.
Infine, lo smaltimento deve avvenire tramite ditte autorizzate, iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.