
Gli strumenti esistono, in particolare le infrastrutture e il software, ma le imprese italiane non le utilizzano. L’AI può rappresentare un salto paragonabile a quanto accaduto con l’elettricità nella seconda metà del 1800. Eppure appena l’8 per cento delle imprese utilizza soluzioni legate all’intelligenza artificiale. Inoltre, restano basse le conoscenze digitali della popolazione in generale, sotto il 50 per cento.
Il Digital Decade Country Report 2025 della Commissione europea riconosce che l'Italia, in dieci anni, «ha realizzato notevoli miglioramenti nelle infrastrutture e nei servizi pubblici digitali», con 67 misure per oltre 62 miliardi di euro, pari al 2,8 per cento del PIL. Reti ad alta capacità, identità elettronica, pagamenti digitali e fascicolo sanitario nazionale segnano un salto di qualità indiscutibile. Tuttavia, se le autostrade digitali sono pronte, il traffico resta scarso. Solo l'8 per cento delle imprese italiane utilizza applicazioni di intelligenza artificiale e meno della metà adotta soluzioni cloud o automazione di processo. Le competenze digitali della popolazione restano sotto la media europea: il 45,8 per cento degli italiani possiede conoscenze di base, contro il 55,6 per cento dell'Unione (fonti: Istat, Eurostat e Commissione europea, 2024). È quanto spiega in un documento Ubaldo Livolsi, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners.