Pmi sarde, l’energia costa di più

Le imprese sarde pagano di più l'energia elettrica

Le micro, piccole e medie imprese della Sardegna hanno pagato l’energia elettrica 147milioni di euro in più rispetto alla media europea. Un extracosto che incide per lo 0,38% sul Pil regionale. Numeri che si riferiscono ai primi sei mesi del 2025 e che vedono l’Isola piazzarsi al decimo posto in una distribuzione nazionale aperta dal maggior extracosto rilevato in Lombardia con 1.021 milioni di euro (18,9% del totale), pari a 0,22% del Pil della regione, seguita da Veneto con 563 milioni (10,4%), pari a 0,31% del Pil, Emilia-Romagna con 496 milioni (9,2%), pari a 0,27% del Pil e Puglia con 410 milioni (7,6%), pari a 0,47% del Pil (3° maggior peso tra le regioni).
Tra i vari territori sardi la maggiore incidenza percentuale sul Pil si registra nel Sud Sardegna con lo 0,42% e 25 milioni di euro di extracosti rispetto alla Ue. Segue la provincia di Cagliari con lo 0,39% e 53 milioni di euro, quella di Nuoro con 0,37% e 17 milioni e quella di Oristano con 0,36% e 11 milioni. Chiude Sassari-Olbia con lo 0,35% e 42 milioni di euro.

I dati sono frutto dell’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su dati Eurostat, Arera e Terna, sulle bollette elettriche delle imprese sarde di ridotte dimensioni dei settori alimentare, moda, mobili, legno, metalli e altre manifatture, tra cui gioielleria ed occhialeria, confrontate con quelle di pari dimensioni nel resto delle 27 nazioni europee.